sabato 8 agosto 2009

Veniva poi la neve di Marco Ribani



Veniva poi la neve
e noi con la pelle aperta delle mani
oscillavamo tra colpa e gioia
prima di portarla alla bocca
ed in quel freddo che ti schiantava i denti
c'era come un risarcimento naturale
di tutti i gelati mancanti dell'estate

Ma nelle case degli edili
di neve non si poteva essere contenti
perchè era colpa sua se si chiudevano i cantieri
e per l'umore degli adulti era come un lampo
colmare la distanza di pensiero neve -uguale- fame

Allora ci andavamo di nascosto
noi bambini a ridere e rimpinzarci
di neve anche le tasche e le mutande
e con le code d'occhio maliziose godevamo
degli sguardi invidiosi dietro i vetri
dei figli delle case senza fame.

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