
Veniva poi la neve
e noi con la pelle aperta delle mani
oscillavamo tra colpa e gioia
prima di portarla alla bocca
ed in quel freddo che ti schiantava i denti
c'era come un risarcimento naturale
di tutti i gelati mancanti dell'estate
Ma nelle case degli edili
di neve non si poteva essere contenti
perchè era colpa sua se si chiudevano i cantieri
e per l'umore degli adulti era come un lampo
colmare la distanza di pensiero neve -uguale- fame
Allora ci andavamo di nascosto
noi bambini a ridere e rimpinzarci
di neve anche le tasche e le mutande
e con le code d'occhio maliziose godevamo
degli sguardi invidiosi dietro i vetri
dei figli delle case senza fame.
Nessun commento:
Posta un commento